Freedom and order: nella culla del Rinascimento italiano quattro “mostri sacri” della grafica olandese

All’Isia di Urbino, dal 7 all’11 aprile, Karel Martens, Armand Mevis, Maureen Mooren e Peter Bilak protagonisti di conferenze, workshop, mostre.

Urbino, 17 marzo 2008 - Freedom and order, l’evento che nel titolo prende spunto dallo stile progettuale dei maestri della grafica olandese - ovvero perfetto equilibrio tra rigore e sperimentazione - ne porta, per la prima volta in Italia, quattro insieme: Karel Martens, Armand Mevis, Maureen Mooren, Peter Bilak.

L’Olanda è infatti uno dei Paesi “guida” nell’ambito della grafica e della tipografia grazie ad una diffusa cultura della progettazione visiva, legata anche alla sensibilità della committenza pubblica e i quattro graphic designer invitati dall’Isia (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Urbino, ne sono autorevoli testimoni.

Appartenenti a generazioni diverse, ma accomunati dal riconoscimento internazionale per il proprio lavoro e dall’impegno nella didattica ad alto livello, i quattro progettisti lavoreranno per un’intera settimana con gli studenti che avranno così l’opportunità di entrare in relazione diretta con quanto di meglio e di più innovativo offre la scena mondiale.

Il programma della manifestazione si apre lunedì 7 aprile alle ore 15.30 con una conferenza aperta al pubblico, ad ingresso libero, per continuare fino a venerdì 11 con il workshop Crossover, riservato ai frequentanti il corso di diploma di secondo livello in comunicazione visiva. Il workshop sarà accompagnato da una mostra sui quattro maestri olandesi progettata dagli studenti stessi ed allestita nella nuova aula magna della scuola, che ha sede nel suggestivo monastero di S. Chiara, fondato per volere di Federico di Montefeltro.

Freedom and order è organizzato dall’Isia di Urbino con il patrocinio dell’AGI - Alliance Graphique Internationale, dell’AIAP - Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva e del Comune di Urbino.

Breve profilo dei protagonisti
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Karel Martens, 1939

Graphic designer freelance, specializzato in tipografia, ha progettato libri e altri strumenti editoriali, francobolli e schede telefoniche (per Dutch PTT) ed un considerevole numero di facciate di edifici, tra cui nel 2005 quelle in vetro della Philharmonie ad Haarlem. Tra i suoi clienti editori e varie istituzioni di governo. Nel 1993 è stato insignito del Premio HN Werkman per la progettazione della rivista Oase e nel 1996 ha ricevuto il Dr A.H. Heineken Prize per l’arte. Il suo lavoro è stato nominato tre volte al Design Prize Rotterdam. Nel 1998, alla Fiera del Libro di Lipsia, a Karel Martens: Printed Matter è stata assegnata la medaglia d’oro come il migliore libro progettato ‘in tutto il mondo’. Insegna graphic design dal 1977. Fino al 1994 presso la Scuola d’Arte di Arnhem, poi alla Jan van Eyck Academie di Maastricht. Dal 1997 è visiting lecturer in progettazione grafica presso il Graphic Design Department della School of Art della Yale University. Nello stesso anno ha fondato con Wigger Bierma il Typography Workshop (WT) per la formazione post-laurea presso l’ArtEZ, Institute for the Arts di Arnhem. Dal 2001 ne condivide la supervisione artistica con Armand Mevis.


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Mevis & Van Deursen

Amsterdam

Armand Mevis, Oirschot, 1963. Diplomato alla Gerrit Rietveld Academy, Amsterdam. Dal 2002 insegna al Werkplaats Typografie, Arnhem.
Linda van Deursen, Aardenburg 1961. Diplomata alla Gerrit Rietveld Academy, Amsterdam. Dal 2001 dirige il graphic department alla Gerrit Rietveld Academy, Amsterdam.

Insieme dal 1986, hanno curato l’identità di Stedelijk Museum, Museum Boijmans van Beuningen Rotterdam, Viktor & Rolf, Rotterdam 2001, Capitale culturale d’Europa, VMX architects, Architecten Cie., e lavorato per KPN, Dutch Post and Telecom, Ministero delle Finanze, The Netherlands NAi, architecture institute, Rotterdam, Edizioni 010, Thames & Hudson. Dal 2003 tengono regolarmente corsi alla Yale School of Arts e sono Senior Researchers alla Jan van Eyck Akademie, Maastricht.


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Maureen Mooren & Daniel van der Velden

Amsterdam

Maureen Mooren, Dordrecht 1969. Diplomata alla Willem de Kooning Academy di Rotterdam. È guest tutor alla Werkplaats Typografie, Arnhem
Daniel van der Velden, Rotterdam 1971. Diplomato alla Willem de Kooning Academy di Rotterdam, ottiene il dottorato alla Jan van Eyck Akademie, Maastricht. Co-fondatore del gruppo di ricerca www.metahaven.net. È Advising researcher alla Jan van Eyck Academie.

Tra i loro clienti: TNT Dutch Post, Droog Design, Stedelijk Museum Amsterdam, Netherlands Architecture Institute, Holland Festival, Hayward Gallery, Museum Boijmans Van Beuningen Rotterdam. Hanno curato l’art direction della rivista Archis e della sua trasformazione in Volume, una collaborazione tra Archis, OMA / AMO and Columbia University. Hanno ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui, il più recente, il primo premio al Chaumont Poster Festival 2007 per la campagna Holland Festival 2006.


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Typotheque

L’Aia

Peter Bilak, Cecoslovacchia, 1973.

Si è diplomato all’Atelier national de création typographique, Parigi, e in seguito ha ottenuto il dottorato dalla Jan van Eyck Akademie, Maastricht. Direttore e fondatore (con Stuart Bailey) della rivista di arte e design Dot Dot Dot, tiene regolarmente conferenze (tra le più recenti Rhode Island School of Design, LPP Londra, ECAL Losanna). Ha disegnato diversi font tra i quali FF Eureka (Fontshop), Fedra e Greta (Typotheque).
Johanna Bilak, Balušíková (Slovacchia), vive in Olanda dal 1999. Ha studiato alla Jan van Eyck Akademie, Maastricht, dopo un anno all’Atelier National de Recherche Typographique, Parigi. Nel 2004 ha curato la mostra Experiment And Typography sulla tipografia ceca e slovacca.

Typotheque è lo studio e fonderia digitale di caratteri fondato da Peter e Johanna Bilak. Oltre al disegno di caratteri, si occupa prevalentemente di design editoriale. Tra i committenti: Dutch Royal mail (TPG Post); Nederlands Dans Theater; Stroom, centro per le arti e l’architettura; Netherlands Architecture Institute.


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Relazioni finali dei quattro gruppi di lavoro

karel martens
Tutor: Janna Meeus

Gruppo:
valeria de nicola
mariangela di pinto
giulia flamini
raffaele flauto
chiara giallorenzo
valentina giulietti
giulia sagramola
muge Yilmaz

NO KAREL MARTENS
NO MONEY
NO TIME
NO TEXT
NO TOUCH
NO COMMON LANGUAGE
La nostra esposizione esordisce con un elenco di limiti scaturiti dalle necessità da “superare” durante il workshop. Tra i principali ricordiamo l’assenza di Karel Martens, il budget limitato, il breve tempo, l’uso centellinato del testo per l’esposizione, il divieto di toccare i manufatti esposti e non ultimo la comunicazione linguistica. Questo approccio al lavoro non è nato per caso, ma segue la filosofia progettuale riassunta da Karel Martens in una concisa ma significativa affermazione: i limiti creano stimoli.
Osservando il materiale raccolto, abbiamo adottato un approccio apparentemente “giocoso” nei confronti dell’esposizione, lavorando sull’associazione tra oggetti di vario genere e il lavoro dello stesso Martens.
Nell’allestimento finale abbiamo unito tali elementi sistemandoli sui quattro pannelli messi a disposizione, suddividendo la rivista “Oase” dai libri, in favore di una visione più immediata delle aree di sperimentazione seguite da Martens. Inoltre, ogni elaborato è stato opportunamente accompagnato dagli oggetti raccolti e, il tutto, rigorosamente catalogato con delle etichette stampate manualmente a due colori e disposte in due sensi di lettura (colore nero e lettura verticale per gli elaborati di Martens e magenta con lettura orizzontale per gli oggetti scelti). Il pieghevole-mappa fornito all’inizio del percorso, aiuta il visitatore a fruire in maniera libera ma allo stesso tempo con ordine logico il nostro allestimento.
Infine, non perché meno importanti, vanno i nostri ringraziamenti alla tutor Janna Meeus, affinché il suo nome rimanga impresso.

Armand Mevis
Tutor: Maureen Mooren

Gruppo:

Stefano Faoro
Michela Povoleri
Fabrizia Morganti
Chiara Astolfi
Tommaso Torelli
Simona Candeloro
Elisa Ansuini
Valentina Barboni

Il gruppo di lavoro, composto da 8 persone, ha lavorato coordinato dalla designer Maureen Mooren allo scopo di progettare il settore espositivo sui prodotti grafici di Armand Mevis.
I limiti che condizionavano la progettazione riguardavano il luogo, il poco tempo a disposizione, il lavoro di gruppo che univa ragazzi frequentanti due anni differenti.
Lo scopo del workshop era approfondire il metodo e i singoli prodotti di Armand, consistenti in libri e manifesti.
L’idea del gruppo è stata quella di presentare la produzione del designer suddivisa in quattro aree tematiche individuate nello spazio di un’intervista sottopostagli all’inizio dei lavori.
Il risultato finale è quello di un video, composto in quattro parti, ognuna eseguita da 2 studenti, delle quali ognuna analizza un gruppo diverso di libri.
A terra, inoltre, sono esposti i libri fisici, chiusi o aperti, appoggiati a degli spread di doppie pagine del designer. Su di un altro pannello sono invece esposti 8 manifesti di grande formato.

Maureen Mooren
Tutor: Peter Bilak

Gruppo:
Veronika Bannert
Claudia Casamenti
Massimo Falqui Massidda
Caterina Giuliani
Chiara Mambretti
Elena Papassissa
Alice Polenghi
Antonio Pucci

Osservando il lavoro di Maureen ci siamo trovati di fronte ad un insieme di progetti abbastanza eterogenei, sia dal punto di vista stilistico sia per quanto riguarda il tipo di media utilizzati (libri, riviste, newsletter, manifesti, infotation, francobolli…).
Per prima cosa abbiamo cercato dei temi ricorrenti, dei punti fermi da cui partire. Parlando con Maureen è emerso che uno degli elementi più importanti nel suo lavoro è l’uso di livelli che comunicano diversi aspetti dello stesso argomento, e sovrapposti tra loro ne danno una visuale più ampia.

Abbiamo quindi deciso di lavorare anche noi attraverso l’uso di livelli, cercando di raccontare diversi aspetti di ogni lavoro per darne una vista sfaccettata e più completa. Una descrizione generale con la spiegazione di alcune scelte progettuali; il committente; domande specifiche su ogni progetto; fotocopie di pagine interne dei libri e delle riviste, elementi non visibili, ingrandimenti; altre informazioni collegate al lavoro o al periodo in cui è stato progettato.
Nel nostro caso tali livelli non sono stati sovrapposti, ma sono stati esplosi nello spazio e le diverse informazioni sono collegate tra loro per ottenere un senso di lettura ordinato e un insieme di informazioni organico.

Peter Bilak
Tutor: Armand Mevis

Gruppo:
Caterina Carli
Luna Castroni
Lorenzo Mauro Di Rese
Laura Fuligna
Emilo Macchia
Gianluca Magi
Erica Preli
Elena Riccetti
Tobias Seemiller

Il nostro iter progettuale ha preso spunto da un’intervista posta a Peter Bilak sulla base di curiosità, sospetti, studio dei suoi lavori.
Strutturate le domande in inglese, lui ha dimostrato da subito coraggio cercando di capire e rispondendo coerentemente, abbiamo deciso, su consiglio di Armand Mevis, di suddividere il lavoro in 4 macroaree: il Ballo, sua grande passione, il Typedesign, attività principale di Bilak, la rivista Dot Dot Dot, che mette in luce il suo lato di appassionato scrittore e il settore del Graphic Design, area questa più eterogenea rispetto alle altre.
Concentrandoci sull’idea del “percorso”, abbiamo concepito l’organizzazione della mostra disponendo i pannelli che avevamo a disposizione in modo tale da creare un itinerario a forma di X sulle 4 aree definite, ma non un itinerario obbligato, bensì libero, nel quale si può spaziare da un’area all’altra come in una danza.
Gli allestimenti prevedono un filo conduttore di base uguale per tutte le aree: la reinterpretazione del suo pensiero e della sua attività di graphic designer concentrandoci su possibili modalità di esposizione. Così facendo abbiamo ottenuto risultati diversi ma indissolubilmente connessi tra loro, attraverso i quali è possibile conoscere Peter Bilak non solo come grafico ma anche
come persona, una persona che nella sua genialità ci ha dimostrato di essere umano, disponibile, vero…grazie Peter!

Foto della mostra realizzata dagli studenti: