ISIA Urbino al Premio Nazionale delle Arti di Faenza

La studentessa ISIA Urbino, Francesca Santi ha vinto il 2° Premio nell’ambito del Design della Comunicazione del Premio Nazionale delle Arti 2016-17, Sezione Design, con la tesi Macchine del tempo. Oggetti, luoghi e racconti della Valtiberina, sul tema diversità e integrazione, con la seguente motivazione: “per aver sviluppato un prodotto editoriale compiuto in cui si coniugano in maniera efficace tematiche inerenti la valorizzazione dell’Italia minore con un attento progetto di comunicazione”.

Macchine del tempo nasce da un interesse per la Valtiberina, legato alla sua storia così come alle persone che la abitano e ne costituiscono l’essenza più intima. È un progetto che si avvale della partecipazione della comunità come fonte di valore e confronto per elaborare un sistema visivo aperto e identitario per gli abitanti della Valtiberina e per coloro che sono interessati a conoscerla. Il progetto sulla realtà del merletto a fuselli, che ha delle caratteristiche peculiari a Sansepolcro e nelle zone limitrofe, nasce dalle storie delle merlettaie, per aprirsi poi al dialogo con la comunità. Da questo processo nasce una raccolta di dieci disegni rielaborati a partire dagli schizzi della scuola di Sansepolcro con l’obiettivo di trasmettere parte della sostanza di questa comunità. Non si tratta di un’immagine coordinata in senso istituzionale ma di un sistema aperto fatto di figure e segni che acquistano una dimensione simbolica che trae origine dall’esperienza della comunità ed è indirizzata alle persone.

Il progetto di tesi La Ferita, di Mattia Parodi e Piergiorgio Sorgetti, sul tema i linguaggi visivi, ha avuto una menzione, con la seguente motivazione: “per aver condensato in una realizzazione editoriale sofisticata temi e contenuti visivi di evidente contemporaneità”.

La ricerca propone una lettura del modello figurativo dell’atlante Mnemosyne di Aby Warburg attraverso concetti quali “l’immagine dialettica”, “la sopravvivenza” e “la ritornanza della forma”, “il sintomo” e “le formule del pathos”. L’applicazione del metodo warburghiano si configura nei due approfondimenti fotografici di Piergiorgio Sorgetti e Mattia Parodi: uno riguarda la ricerca archeologica e antropologica come riconfigurazione simbolica del territorio, in una trasposizione interpretativa dei dettagli che dall’apparato culturale-corporeo si disperdono nel paesaggio, e l’altro la città come oggetto teorico, come dispositivo e come organismo, in una conformazione che si soggettivizza nella strutturazione di un corpo. La diramazione dialettica dei due approfondimenti veicola questa deflagrazione degli elementi nel concetto di “ferita”, culmine della ricerca, apertura ambivalente intesa come accesso alle profondità delle stratificazioni di un corpo e apertura semantica delle sue interpretazioni

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Il lavoro di tesi L’entrata di Cristo a Bruxelles, di Andrea Antinori, sul tema i linguaggi visivi, ha ricevuto una menzione speciale della critica, con la seguente motivazione: “per aver proseguito la lezione dei grandi maestri dell’illustrazione per bambini nel percorso di educare all’arte in omaggio dichiarato a Bruno Munari e a Leo Lionni”.

Come si può insegnare l’arte ai bambini, ai ragazzi o agli adulti? Una storia che non vuole insegnare, ma che invita i lettori ad avvicinarsi al mondo dell’arte con le proprie gambe e le proprie idee, e che per raccontare utilizza una sola opera: L’Entrata di Cristo a Bruxelles di James Ensor. A partire da essa è stata sviluppata una storia illustrata che, usando i personaggi che appaiono nel quadro e una forma espressiva che sa accompagnarsi senza sovrapporsi a quella di Ensor, si svolge all’interno e all’esterno dell’opera stessa, culminando in una grande festa.

L’edizione del Premio Nazionale delle Arti 2016-17, Sezione Design dal titolo “Future is Design”, è stata organizzata da ISIA Faenza Design & Comunicazione e promossa dal MIUR nella veste di Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore, grazie al lungimirante lavoro a quattro mani di Giovanna Cassese, presidente dell’istituto, e Marinella Paderni, direttore dello stesso.

La cerimonia di premiazione si è svolta giovedì 28 settembre presso l’Aula Magna della sede dell’ISIA di Faenza, con la partecipazione di Michele Moretta, Dirigente MIUR, Direzione generale per lo studente lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore preposto al coordinamento di promozione incentivazione valorizzazione della produzione artistica, di Giuseppe Furlanis, Coordinatore MIUR del tavolo tecnico sul Design e Presidente della Conferenza dei Presidenti e Direttori ISIA e di Massimo Isola, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Faenza.

I progetti vincitori sono stati selezionati tra i 105 in concorso lo scorso 20 luglio da una giuria d’eccezione, composta da Anty Pansera, Luisa Collina, Beppe Finessi, Giulio Iacchetti e Massimiliano Tonelli, che ha preso visione dei progetti, corredati da prototipi, pervenuti da ben 29 istituzioni italiane e 5 europee. La proclamazione ha visto la consegna di sei riconoscimenti, tre per la sezione Design del Prodotto e tre per la sezione Design della Comunicazione. Per ogni riconoscimento è stato proclamato un primo, un secondo e un terzo premio, oltre alle menzioni speciali dei premi aggiuntivi.

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