La coerenza formale nell’atto fotografico. Una giornata con Luigi Erba


ISIA Urbino, a cura di Simone Casetta

Mercoledì 7 giugno 2017 h. 10.00 – 13.00 / 14.00 -18.00

Una giornata di incontro, dialogo e sperimentazione fotografica, con l’autore Luigi Erba e gli studenti ISIA Urbino.
Iniziando da un racconto autobiografico, Luigi Erba mostrerà e commenterà una serie di propri lavori realizzati dal 1968 al 2015, sia mostrando e commentando stampe originali.

Seguirà un breve excursus teorico-storico attraverso la presentazione del manifesto de “La Bussola” del 1947 e dei gruppi fotografici “La Gondola”, “Unione Fotografica”, “gruppo Misa” di Senigallia, per concludere con il Secondo Manifesto della Fotografia Italiana firmato nel 1995, sempre a Senigallia, e con Passaggio di Frontiera (Gardin, Cutini, Erba, Ferroni, Giacomelli, Menegucci, Salvalai, Sartini, Valenti).

L’autore presenterà anche il testo antesignano: Introduzione per una estetica della fotografia, Franchini Stappo-Vannucci Zauli, (Firenze 1942).

La seconda parte della giornata prevede una sperimentazione fotografica condotta dall’autore che realizzerà un lavoro insieme agli studenti, sia in fase di ripresa che in camera oscura. Il docente Simone Casetta sarà presente per assistere Erba in camera oscura e per coordinare il dialogo con gli studenti.

La presenza all’intera giornata di workshop comporterà l’accredito di un credito formativo.

Luigi Erba (Lecco, 1949). Laureato in Materie Letterarie alla Cattolica di Milano nel 1974 con una tesi sulla prosa e la critica di Galileo Galilei, docente di lettere in istituti medi inferiori e superiori, ha coltivato fin dagli anni Sessanta l’interesse per la fotografia sia da studioso che da autore.

La partecipazione ad un corso tenuto da Oscar Ghedina e la frequentazione del laboratorio fotolitografico del padre sono alla base delle sue prime esperienze fotografiche sul tema del paesaggio alpino e su quello dell’abbandono delle case di montagna che lo portano ad ottenere premi nei concorsi fotografici cui partecipa. Nei primi anni Ottanta, dopo un’indagine sugli oggetti “congelati” d’inverno in discariche (Ritrovamenti), elabora l’estetica del paesaggio urbano periferico della sua città, quindi inizia una ricerca concettuale più sistematica basata sull’immagine multipla. Nel frattempo scrive da giornalista pubblicista su giornali, riviste, cataloghi di arte contemporanea, cura mostre e manifestazioni frequentando l’ambiente delle gallerie, critici, artisti; in ambito più specifico autori come Aldo Tagliaferro, Mario Cresci, Franco Fontana e Mario Giacomelli con cui firmerà, nell’agosto del 1995 a Senigallia, il Manifesto del Centro Studi Marche Passaggio di Frontiera. A metà degli anni Ottanta la frequentazione a Morterone (Lecco) del nucleo di critici e artisti che lavorano con il poeta Carlo Invernizzi, consolida in lui la consapevolezza che i segni del territorio passato e la natura contengono nella loro universalità possibili alfabeti di un linguaggio estremamente contemporaneo.

Parallelamente realizza una riflessione metalinguistica sulla espressività della ripresa pura, del mezzo e della pellicola, approfondendo i concetti di progetto e casualità, reale ed immaginario, conscio e inconscio, base sistematica di ulteriori sviluppi: Interfotogrammi, Polifotogrammi, Un luogo sull’altro. Alcune immagini realizzate in camera oscura vengono poi riproposte come “matrici” per la digitalizzazione alla ricerca di un rapporto dialettico fra analogico e digitale. Attualmente continua la sua riflessione sul paesaggio e sulle aree industriali dismesse nel territorio lecchese denominate Paesaggi-Ex paesaggi.

Nel 2013 vince al MIA di Milano con un progetto a quattro mani con lo stampatore Roberto Bernè il premio BNL, nello stesso anno il premio Gentile da Fabriano come firmatario del manifesto Passaggio di Frontiera e il Premio Creatività al Nettuno Photofestival.

http://www.luigierba.it

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