Athanor №5

Athanor è un progetto editoriale nato in ISIA nel 2014 sotto la supervisione del docente Leonardo Sonnoli e che ora continua con una serie di cinque mostre online; un progetto ibrido e mutevole, che si presenta sotto forma di raccolta di arte e cultura visiva. I contenuti, organizzati in gruppi tematici, sono legati all’idea che la cultura sia una struttura rizomatica, in cui nulla è creato ma tutto è continuamente trasmutato.

La prima mostra online è stata lanciata a febbraio 2017 e sarà accessibile per un mese sul sito del progetto.

Attraverso un invito aperto, il progetto ha coinvolto svariati partecipanti tra artisti visivi, teorici e curatori. Tutti i progetti selezionati vengono presentati nel sito web dedicato.

Athanor №5 è curato da Giuseppe Digeronimo, Davide Giorgetta, Valerio Nicoletti e Riccardo Rudi, gli artisti sono: Jeroen Bouweriks (NL), Alberto Cuteri (IT), Furen Dai (CHN), Leandro Alexis Estrella (ARG/IT), Kasper Lecnim (PL), antoine lefebvre editions (FR) & Farah Khelil (TUN), Nicholas James Lockyer (UK), Udit Mahajan & Henry Tyler (USA), Ryota Matsumoto (JP), Paolo Patelli (IT/NL), R. Prost (USA), Carla Rak (IT), Giorgio Ruggeri (IT/LTU), Nicolas Vamvouklis (GR/IT), Fabian Wolf (DE).

Ogni pagina può essere scaricata come documento durante il periodo della sua esposizione. Un catalogo stampato, completo e dettagliato, sarà pubblicato dopo le cinque web exhibition.

Athanor è una raccolta di contenuti di arte e cultura visiva che attinge concettualmente alle tendenze “new aesthetic”, in quanto “prodotto originario della moderna cultura interconnessa” (Bruce Sterling) e in parte all’idea di cultura rizomatica, rielaborata da teorie precedenti dagli studiosi delle Digital Humanities, uniti sotto il motto secondo cui “non c’è niente che possa essere considerato un puro punto di origine” (Dick Hebdige). Nella tradizione alchemica un athanor è la fornace nella quale ha luogo la trasmutazione, anche chiamata la collina occulta, la Torre Filosofica che non conosce morte (α-Θάνατος).

La cultura è costantemente trasmutata, fusa, evaporata, rimodellata per mezzo di azioni fisiche e concettuali compiute sulla sua componente visiva. Nell’attuale scenario iper-connesso e sovrastimolato, ciascuno di questi aspetti emerge come un fantasma di vite passate, mantenendo i ricordi di una cronologia precedentemente consultata.

Ciononostante, ogni aspetto aggiunge un nuovo livello, che può essere ricollegato a una o più categorie in questa estesa tassonomia di azioni:

  • appropriazione (copia, reinterpretazione, plagio),
  • accumulazione (archivio, wunderkammer, enciclopedia),
  • 
diffusione (ristampa, ripubblicazione, moltiplicazione),
  • 
distruzione (cancellazione, rogo, danneggiamento, obsolescenza programmata).

Non solo il suo contenuto, ma il contenitore stesso è esteso e in continua evoluzione: inizialmente concepito come una rivista in quattro numeri, Athanor è diventato un blog e successivamente un progetto collaborativo col nome di Athanor №5.

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