ISIA Urbino partecipa al Festival della Scienza di Genova

Dal 27 ottobre al 6 novembre a Genova si terrà la quattordicesima edizione del Festival della Scienza dal titolo “Segni”.

Undici giorni di mostre, laboratori, spettacoli, conferenze, incontri ed eventi speciali. Un’occasione per Il tema di questa edizione è appunto la parola segni. La scienza studia i segni che l’uomo ravvisa nella natura, ma anche la scienza stessa è scritta con i segni di un linguaggio appropriato inventato dall’uomo. toccare con mano la scienza in modo efficace e divertente, per stimolare l’interesse di qualsiasi fascia d’età o livello di conoscenza.

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ISIA Urbino parteciperà con un progetto coordinato dal docente di Illustrazione Sandro Natalini e gli studenti Fioravanti Marta, Massa Edoardo, Mingolini Nicolò, Pascucci Ilenia, Quadri Marco.

“A volte le parole non sono sufficienti”. Tracce o impronte come traduzioni visive funzionali a raccontare, giorno dopo giorno, nei social, secondo le modalità narrative del “diario di bordo”, i molteplici percorsi segnici intrapresi dal sapere scientifico sulla base delle più disparate rotte disciplinari, e di un modo altro di esperire la scienza. In un arco temporale di 11 giorni gli studenti ISIA Urbino proporranno, mediante i loro segni dal tratto personale, una lettura delle conferenze, delle atmosfere, dei momenti e delle esperienze sensoriali (la scienza si potrà toccare, vedere, capire senza confini), che animeranno il Festival.

Percorsi segnici, elaborazioni iconiche che si concretizzano su supporti cartacei, assumendo la forma espressiva di racconti illustrati e sintesi visive, e che traducono, in forma di rappresentazioni segniche e di elaborazioni iconiche, l’attività di illustrare nella sua accezione di dare lustro e di chiarire concetti che altrimenti risulterebbero oscuri ai più.

Ricorrendo all’arte performativa dello scribing, gli studenti attueranno un’altra forma di traduzione, che permetterà di visualizzare direttamente il linguaggio orale attraverso marche segniche, quali lettering, simboli e disegni. Il repertorio delle forme visive della comunicazione così costruito consentirà di “validare la realtà dell’esperienza”, anche grazie al ricorso a strumenti come la china, la grafite, i pennarelli, le matite. Nell’insieme delle immagini si annoverano anche quelle figure di carta che, se da un lato somigliano alle cose del mondo, dall’altro sono in grado di lasciare un segno nella memoria, di cristallizzarsi nel nostro immaginario individuale, coinvolgendo e sollecitando la nostra attività cognitiva anche dopo la loro esperienza performativa e la percezione del loro fascino conturbante.

http://www.festivalscienza.it

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