The complexity of simplicity

Workshop con Max Kisman, a cura di Danny Kreeft
per gli studenti del terzo triennio
2-5maggio 2016, ISIA Urbino

“Rendere complicato ciò che è semplice è una cosa banale; trasformare ciò che è complicato in qualcosa di semplice, incredibilmente semplice: questa è creatività.”
Charles Mingus

Nella comunicazione questo è essenziale non solo per trasmettere informazioni nella maniera più semplice e chiara possibile, ma anche per renderle accessibili, appropriate e attraenti. Questo si riflette nel minor uso possibile di elementi decorativi superflui e abbellimenti, nel disordine libero che pure in qualche modo parla un linguaggio corrente, un linguaggio visivo che è universale. Una simbologia che si sviluppa con un vocabolario (visivo) e con una specifica grammatica (visiva).

Il workshop sarà strutturato in diverse fasi:

  1. Una sessione laboratoriale che si concentrerà sul trovare un equilibrio tra le attitudini mentali e quelle pratiche, all’interno di certi limiti. Con vari esercizi studieremo il disegno come strumento che ci permette di fare riferimento a oggetti quotidiani, a pensieri personali e concetti più complessi e come usarlo per la narrazione.
  2. La lingua parlata e scritta sono il vettore primario per tutte le comunicazioni. Nella seconda sessione, di esercizi, studieremo il potere del linguaggio attraverso la sperimentazione e la pratica. Come nella grafica, il linguaggio usato genera “immagini di significato”. La scrittura come forma di collage.
  3. La composizione è un altro aspetto essenziale per plasmare i messaggi, le immagini e le informazioni. Si pensi per esempio alla disposizione del testo, all’interpunzione, al ritmo, alla gerarchia degli elementi utilizzati.
    Utilizzando i risultati e le intuizioni di cui sopra studieremo in questa sessione il potere della composizione nel dirigere o reindirizzare messaggi. La composizione è la base per la gerarchia, la direzione, la narrazione e/o la sequenza in tutte le forme d’arte e di espressione.
  4. Mentre la lingua parlata utilizza suoni arbitrari (in un codice che capiamo o meno), la lingua scritta utilizza simboli grafici. In questa sessione si svilupperà un sistema sperimentale di segni arbitrari alfabetico e grafico (o di suoni) che si basa sulle intuizioni precedenti.
  5. L’ultima parte indagherà lo svolgersi della narrazione utilizzando gli elementi sviluppati in precedenza in una produzione basata sul tempo. Ogni mezzo o metodo diversi dalla stampa sono permessi.
    Il tempo viene aggiunto come un aspetto supplementare alla composizione, quindi un’animazione, un film o qualsiasi tipo di prestazione visiva che non sia inferiore e non superi i cinque minuti.
  6. Al termine del workshop ci sarà una presentazione finale di tutti i lavori, in cui gli studenti dovranno progettare lo spettacolo, la sua programmazione, la sua presentazione ma, anche la sua pubblicità e comunicazione.

Max_Kisman_The_complexity_of_simplicity_Urbino

Max Kisman (1953) è stato un pioniere dell’uso della tecnologia digitale per la produzione di riviste, libri, tipografia e illustrazione, dal 1980. Il suo lavoro per Vinyl, rivista di musica, i poster per Paradiso ad Amsterdam, per VPRO TV e Wired Magazine negli anni ’80 e ’90 sono stati fondanti per il suo approccio della “complessità della semplicità”. Dopo aver vissuto e lavorato ad Amsterdam, Barcellona e San Francisco, Kisman è tornato di nuovo in Olanda nel 2006. La sua pratica spazia dall’illustrazione al graphic design, dall’identità al disegno tipografico, dalla grafica televisiva alla formazione. La sua visione e la sua influenza sono riconosciute a livello internazionale e apprezzate dai suoi colleghi e il suo lavoro è stato pubblicato in tutto il mondo. Kisman ha ricevuto diversi premi per le sue animazioni e disegni, è membro della BNO, (Associazione professionale di progettisti olandesi) e dell’AGI e riconosciuto nel ADCN Hall of Fame.

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