Digital Print

Workshop con Pietro Leoni a cura di Marco Ferrari
I e II Anno Triennio, 15-17 giugno 2015

In un contesto in cui stampa tridimensionale, macchine a taglio laser e robot antropomorfi ridiscutono ogni giorno il senso comune della progettazione e della produzione di oggetti, case e immagini, Digital Print è un workshop che nasce per raccontare la digital production a partire dal solco delle tecniche tradizionali.

Gli studenti costruiranno una drawing machine, capendone così il funzionamento e assimilando le idee che sono alla base di qualsiasi altro sistema a controllo numerico, più o meno complesso, per poi imparare a utilizzarla e produrre matrici di stampa da riprodurre in serie, o illustrazioni sul supporto prescelto.

La generazione dei contenuti, possibile con qualunque software di disegno vettoriale, sarà quindi basata sui vincoli e sulle potenzialità tecniche della macchina e del supporto, dando vita ad un overlay inedito tra bit, atomi e inchiostro.

Locandina

Pietro Leoni ha studiato architettura al Politecnico di Torino, collaborando con studi come Fuksas Architetti Associati e Carlorattiassociati, a partire dal 2008.

Da anni si interessa di produzione digitale, di progettazione parametrica e di physical computing, così come della relazione tra nuove tecnologie e architettura.

È un appassionato osservatore del makers movement e un membro attivo della comunità del fablab Torino, con cui ha portato avanti diversi progetti.

Uno di questi, chaiseLounge, una seduta opensource il cui design è accessibile liberamente, pensata per essere facilmente riproducibile con una qualunque fresa a tre assi, è entrato nel 2014 a far parte della collezione permanente del Centre national des arts plastiques, a Parigi.

L’area di interesse nella quale ha concentrato il suo lavoro negli ultimi anni è tuttavia la relazione tra tecniche analogiche e metodi digitali di rappresentazione.

Alcuni progetti significativi in questo senso sono l’Open Source Architecture Manifesto presentato alla Biennale di Istanbul del 2012 e Italian Limes, nato da una collaborazione con Studio Folder per la quattordicesima Biennale di Architettura di Venezia.

 

I commenti sono chiusi.